veleni — Fabiana Russo

La torre di Babele
A Venezia il venerdì sera è l’inizio della tragedia
si annuncia il cambio sede per l’arrivo dell’apocalisse:
basta isole greche se la pace non è contemplabile
Nessuno ascolta le profezie di questi quattro cristi
sulla strada ad invitare in tutte le lingue turisti
di tutte le lingue sordi a tutte le profezie
è l’era dell’Ira non l’hanno ancora capito
rassegnati abbandonano lo sforzo desueto
c’è almeno il tempo di fumare in questa strada vuota
Eppure le lingue le hanno davvero imparate tutte.
Isaia 60 – lato B
Il Portoricano non sa orientarsi quando gli chiedono
di dare un occhio al menù
I’m a good buddy dice e va via
Ma a chi lo dice ad un sestesso – loro mica lo ascoltano
propongono un caffè a delle americane
ma quale caffè che si fa col caffè a quest’ora
in un posto come questo con questa nebbia
con questa strada vuota e fredda e vuota
Si potrebbe far finta che stasera sia vacanza
una serata qualunque in un altro posto qualunque
in cui sentirsi un cristo qualunque
Storia di San Marco, noto come Giovanni
Non ho chiari i confini di piazza San Marco
dove c’è un uomo ricurvo, gratta gratta
e vinci afflitto e sconsolato ed è la prova
Caravaggio è stato lì, è il più tormentato dei caravaggi
maledice tutti i soldi non vinti
avvolto nella puzza di uno stantio magnifico
questo grigiume splende, ma come si fa
ad associarlo ai colori del carnevale
Un ragazzo lo guarda da lontano avvolto in un lenzuolo
se la storia è vera, ne scriverà un bestseller
Che fine ha fatto il cantico di Simeone?
I veneziani li vedi non alzano nemmeno la testa
È veneziano l’angelo a cui fanno schifo i piedi di Dio
vive in un palazzo in cui Dio non piace a nessuno
nessuno guarda il povero Cristo del Bellini
a quel tempo ancora un innocuo Gesù.
Lo presentano al tempio solo a se stesso
la madre lo ha fasciato come un morto
nemmeno lo guarda. Tutti hanno qualcosa da nascondere.
Sarà che Dio ha piedi troppo splendenti
e gli schiavi non guardano in faccia i padroni.
Progetti per il prossimo settimo giorno
Se Dio è la creatura più sola di tutto il creato
privato della vecchiaia della pensione
avrà preso casa a Venezia:
ecco spiegata la confusione di google maps
la nebbia e i coriandoli
un diversivo per le sue ore d’aria
È un peccato che il diluvio riparta da qui
Fabiana Russo (1998) è libraia, editor e poeta. Dal 2024 si occupa della promozione della poesia sul territorio con Libera Poesia Contemporanea, di cui è presidentessa.
Dirige la rivista AlterNapoli di AliRibelli e la collana poetica mycelia di Editoriale Scientifica.
Ha pubblicato nella collana Prisma la raccolta di saggi “Archetipi e riscritture” (Editoriale Scientifica) e suoi testi sono presenti in A cadenza di cinque, Presente Indicativo e Innesti Umani.
In copertina: “La caduta dei dannati” di Dirk Bouts (dettaglio, 1468)

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