artigli — Bernardo Pacini

Ieri stavo sognando che Žiga litigava ferocemente con il bassista durante l’ennesimo set orribile della residenza artistica al Klub Gromka. Urlava come un pazzo mulinando l’asta del microfono, faceva battute imbarazzanti. Allora mi sveglio di soprassalto e faccio una corsa al Klub per vedere se era vero, dato che nella band il basso sono io a suonarlo. Trovo il Klub completamente deserto, c’è solo la barista che sta pulendo il bancone prima di chiudere il locale. Mi dice che nel frattempo Žiga mi ha pure messo le mani addosso nella totale indifferenza degli altri musicisti e del pubblico, “se così vogliamo chiamarlo”. Ha detto che era così ubriaco che, dopo il set, ha ordinato una pizza all’idrante, lasciando i soldi piegati nella bocchetta (“l’ho presa coma una mancia in più per me”, ha aggiunto la barista, nascondendo una risata dietro il canovaccio impregnato di birra). Oggi, con tono composto e vagamente drammatico, Žiga mi scrive un messaggio su Whatsapp in cui mi chiede scusa per la scenata di ieri, e dice che finalmente si è deciso: smetterà di bere, e nei prossimi giorni partirà per Berlino con Marija. Lo mando a fanculo senza pensarci due volte. Io so per certo che lei deve studiare, che le manca solo un esame prima della tesi, e che si è fissata in particolare con il concetto di slittamento. Le hanno detto di iniziare da questo se vuole avere qualcosa da dire come artista. Lei però non è soddisfatta, vorrebbe qualcosa di più per la sua vita. Non pensa più all’arte nei termini di prima, specialmente ora che deve tirare a campare facendo la barista al Klub dopo le serate.
Bernardo Pacini (Firenze 1987) è poeta e traduttore. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Cos’è il rosso” (Edizioni della Meridiana 2013); “Perfavore rimanete nell’ombra” (Origini 2015); “La drammatica evoluzione” (Oèdipus 2016); “Fly mode” (A27 poesia, 2020); “Ipotesi sul mio disfacimento” (Mar dei Sargassi 2024). Alcune sue poesie appaiono in “Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90. Vol. 1” (Interno Poesia, 2019) e “Poesie dell’Italia Contemporanea” (Il Saggiatore, 2023). Ha tradotto con Clarissa Amerini le poesie di Bill Knott (“Volarsi dentro”, Italic Pequod 2022, prefazione di Charles Simic), Russell Edson (“Il tunnel”, Taut 2022, prefazione di Charles Simic) e James Tate (“Il pilota scomparso”, Garganta Press 2026). “Poesia come violenza” di Zachary Schomburg (Italosvevo 2026) è il suo ultimo lavoro di traduzione. Ha cofondato la rivista lay0ut magazine, curando per due anni la sezione di traduzioni.

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